17. Apr, 2011 Posted under Uncategorized
Che vantaggio guadagnare tutto cio’ che e’ possibile immaginare per poi perdere l’anima?
Un complimento da una parte ed un tramonto dall’altra.
Cosa e’ piu’ bello?
Senza dubbio il tramonto perche’ tocca l’anima.
Da una parte un’attimo d’amore con la persona che ami e dall’altra l’esercizio del potere sugli altri.
Cosa e’ piu’ gratificante?
Senza dubbio un’attimo d’amore.
In effetti tutte le sensazioni che vengono realizzate in ossequio alla cultura del profitto sono nulla se confrontate con le emozioni create dalla cultura dell’essere.
L’inverno con le sue giornate di pioggia,la primavera con il sole che compare e scompare ,l’estate con i suoi tramonti,l’autunno languido ed intenso che accende le speranze.
a persona che deve produrre non riesce a godere di nessuna di queste ricchezze e continua a rimanere nascosto nella sua caverna senza riuscire a vedere l’immensa ricchezza che lo circonda.
E’ totalmente ceca,sorda e mutaSiamo tremendamente ricchi e non lo sappiamo.
Continuiamo a sognare senza rendercene conto.
La macchina,i vestiti,il cibo che ci riempie smisuratamente gonfiandoci come oche ,i vestiti firmati,la televisione che ci irretisce presentandoci una realta’ olografica,la pressione per la competizione a tutti i costi,gli oggetti insulsi che ci attraggono nelle vetrine di negozi sempre piu’ attrezzati.
L’elenco potrebbe continuare all’infinito anzi e’ infinito.
Ma alla fine un vuoto enorme che non e’ possibile riempire con nulla se non con una profonda infelicita alla quale l’unico rimedio finisce con l’essere l’uso degli psicofarmaci.
Poi vengono le malattie ed i venditori di speranze sempre piu’ agguerriti,ricchi,ma anche loro terribilmente infelici.
Siamo disperatamente alla ricerca di cio’ che non abbiamo e non siamo mai in grado di vedere cio’ che abbiamo.
Cio’ che e’ un bene immenso e che e’ la vita stessa nei suoi multiformi aspetti.
Pensiamo sempre al futuro ed alla felicita’ che costruiremo per il nostro futuro e per il futuro dei noastri figli.
Con estrema presunzione pensiamo di essere in grado di stabilire cio’ che e’ giusto e cio’ che non e’ giusto,cio’ che e’ bene e cio’ che e’ male.
Non riusciamo a vedere il momento nel quale ci troviamo e premuti dai condizionamenti andiamo sempre avanti sempre a costruire ipotesi di paesaggi che non esistono.
Castelli di sabbia che una volta raggiunti si sfaldano come neve al sole.
Non riusciamo ad accettare il fatto che cio’ che ci rende felici o infelici non sono gli oggetti e la gente esterna a noi ,bensi’ solo unicamente e soltanto i pensieri che minuto dopo minuto fabbrichiamo.
L’unica felicita’ e’ quella che riusciamo a costruire al nostro interno.
Impresa estremamente difficile anzi direi impresa irrealizzabile o quasi.
E’ la presenza dentro di me di tutti i desideri che non riesco a soddisfare a rendermi infelice.
La felicita’ non la si puo’ descrivere cosi’ come e’ impossibile descrivere la luce.
Solo uscendo dalle tenebre si puo’ vedere la luce ma mai desriverla.
Solo abbandonando l’infelicita’ si puo sentire la felicita’,ma non la si puo’ descrivere.
Siamo sovrastati dal mondo dei desideri,dei legami,delle paure,delle pressioni sociali,delle tensioni,delle ambizioni,delle ansie ,delle colpe,
L’unico mondo che conosciamo e’ questo e queste sono le nostre certezze.
Abbandonare le proprie certezze e’ come fare un salto nel vuoto.
Si ha il terrore di finire chi sa dove.
Il passaggio consiste allora in una profonda meditazione su tutto cio’ che ci circonda.
Dovremo riuscire a comprendere che, solo distaccandoci psichicamente da tutti i nostri idoli,siano essi persone o cose , potremo essere felici;
Questo significa uscire dalle dinamiche e fare come fece Ulisse sulla nave di fronte alle sirene.
Sapendo come foee illusorio il loro richiamo,si fece legare al palo e fece mettere i tappi di cera ad i suoi marinai.
Non e’ assolutamente facile anzi e’ difficilissimo.
E’palesemente ed inizialmente solo una teorizzazione ma se lentamente cominciamo il cammino del comprendere che tutto ci lega e lentamente proviamo a distaccarcene ,arriveremo a vivere in un’altra dimensione.
Questo non significa non amare anzi,questo porci di fronte a cose e persone con grande disponibilita’ ma sapendo che non dipendiamo da loro,allora potremo forse manifestare realmente una diversa capacita’ d’amare.
Vedremo le altre persone e le altre cose quali esse sono realmente.
Senza nulla attenderci ma pronti a donare tutto noi stessi,certi che il lasciare liberi gli altri significa liberare prima di tutto noi stessi.
Un po’ come con i cani.
Portare a guinzaglio i cani indubbiamente li si controlla ed essi non scappano.
Il tutto e’ pero’ illusorio perche’ se proviamo a lasciarli senza guinzaglio prima di tutto siamo piu’ liberi noi e poi potremo osservare che se vogliono scappare e’ giusto che scappino e se invece ci vogliono restare vicini,ci resteranno comunque vicini.
Provare per credere.
Dobbiamo prendere atto che cio’ che ci spinge a comportarci in un certo modo e’ la nostra programmazione interiore.
Si’ parlo di programmazione perche’ di tanto si tratta.
Perche’ tutto sia tranquillo e sotto controllo e’ necessario che in ognuno di noi operi il software che ci e’ stato costruito sin dalla nascita e che viene continuamente aggiornato con i programmi sociali.
La famiglia,le relazioni,i comportamenti,l’allegria e la tristezza,sono tutte cose costruite meticolosamente nella nostra testa.
Guai a non prenderne atto ed a non rendersi conto della loro precisa finalita’:la nostro sottomissione e la nostra fabbrica di continua infelicita’ con il precipuo compito di creare continuamente dei tragurdi da raggiungere e dopo che li si e’ raggiunti,proporne subito degli altri e cosi’ di continuo sino all’ultimo giorno di vita.
Allora e’ necessario conoscere questi programmi e studiarli con attenzione.
Prima di ogni cosa ci hanno insegnato che se non abbiamo certe cose non saremo mai felici.
Quindi la necessita’ di raggiungere degli obiettivi quali denaro,potere,successo,approvazione,buona fama,amore,amicizie,spiritualita’,Dio.
Una volta inserito il programma si comincia a lavorare per gli obiettivi che ci sono stati inculcati.
I figli ad esempio.
Tutto si fa per loro e poi si ha paura di perderli e poi la dipendenza reciproca dei figli dai genitori e dei genitori dai figli.
Quando per qualunque ragione tale relazione viene toccata allora apriti cielo.
E pensare che la nostra capacita’ di essere felici e’ enorme come si puo’ evincere dal fatto che anche persone nei campi di concentramento riuscivano ad essere felici.
Ma quanta forza ci vuole per mantenere tutto sotto controllo.
Gli amici,i parenti,le cose,quanti sforzi perche’ tutto rimanga al loro posto.
Poi giungono le malattie,le disavventure economiche,l’incedere degli anni,le angosce che vengono dal di fuori e tutto crolla e noi crolliamo.
STESSO DICASI PER LA GELOSIA
Che cosa e’ in fin dei conti la gelosia se non la paura di perdere qualcosa che si sente erroneamente propria?
E’ capitato a ciascuno di noi di doversi separare da qualcosa o da qualcuno da cui sembrava impossibile potersi separare.
Po ,piano piano ,il miracolo e’ riuscito e la vita ha continuato a fluire e quel qualcosa o quel qualcuno del quale sembrava non si potesse fare a meno,si sono lentamente allontanati dal nostro pensare e sono diventati puntini nello spazio stellare.
E’ drammaticamente una questione di ristrutturazione e di riprogrammazione di schemi mentali.
Basterbbe ripetersi infinite volte di non essere legati agli altri che lentamente si finirebbe con l’amarli davvero senza nulla attenderci ma con una gran capacita’ di donarsi a loro.
La soluzione per la gelosia e’ ripetersi che si puo’ assolutamente fare a meno della persona che si crede di amare ma che si desidera soltanto tenere legata;
Il vero amore passa per la donazione della liberta’ ,ma la donazione della liberta’ e’ un programma che non ci e’ stato inculcato pena la perdita del controllo sugli alttri.
A questo punto bisogna dire che nulla si puo’ fare per raggiungere la felicita’ in quanto siamo gia’ felici.
Il punto e’ che non ne siamo consapevoli.
Non ne siamo consapevoli in quanto viviamo all’ombra del concetto dell’attacamento.
L’attaccamento e’ appunto la convinzione di non poter fare a meno di quella persona o di quella cosa.
Questa e’ una delle piu’ grandi menzogne installate nella nostra programmazione.
pensiamo e ripensiamo a tutte quelle cose di cui siamo stati privati e che pensavamo di non poter perdere e vedremo che siamo riusciti a sopravvivere malgrado la perdita voluta o non voluta di quelle cose o di quelle persone.
La vita e’ una continua separazione sin da che si nasce sino alla morte .
L’ultima delle separazioni e’ appunto la morte.
Altro passaggio e’ sciogliere i legami che ci vincolano operando sulla possessivita’.
Se si comincia a pensare che ogni cosa che si possiede e’ causa di infelicita’ proprio perche’ si ha paura di perderla,forse si fa un passo avanti.
Pensare percio’ alla fortuna che si e’ avuti nel potere usufruire, per un certo periodo di tempo ,dei benefici della vicinanza di quella peersona o di quella cosa ,senza necessariamente sentirsene i possessori ,e’ senza dubbio un passo avanti.
E’ il senso del possesso che crea il legame e quindi l’attaccamento e quindi l’infelicita’.
Bisogna porsi percio’ nella condizione di non possedere nulla ma di poter godere delle mille cose che la vita ci offre senza necessariamente offrircene la proprieta’.
Sapendo che nessuno potra’ portarci via l’aria che respiriamo perche’ non e’ nostra,ci consente di godere della stessa.
Cosi’ per tantissime altre cose.
Il concetto di proprieta’ e’ la fabbrica dell’infelicita’.
Proprieta’ uguale attaccamento,legame,possessivita’,gelosia.
L’attaccamento prospera nel buio delle illusioni.
Il vero amante cerca il bene dell’amato il che richiede come elemento principale la liberazione dell’amato dall’amante.
Il porsi in maniera esclusiva di fronte all’amato/a finisce con il costituire un legame da cui non c’e’ piu’ via di uscita.
Il vero amore puo’ esistere solo nella liberta’.
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