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domenica 31 gennaio con Rainer Maria Rilke

SOGNO
O penso: e vedo (o sogno?)
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli.
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve.
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca.
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse.
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto.
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.
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CONVEGNO
M’è dolce indugiarti d’accanto
in questo raccolto tepore.
Rintoccano trepide l’ore
siccome un lontano
rimpianto
Ripeti parole d’amore;
ma piano… ma piano…
che duri l’incanto.
Non so dove sbocchi (che importa?),
ma certo in effluvii di fiori
(non senti?) la porta.
sui vetri protesa, vermiglia,
origlia
la tacita Sera. Siam qui.
Restiamo in silenzio. Là fuori,
nessuno ci pensa così.
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E la neve continuava ad adagiarsi silente ma calda ………

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A N A N D A M I D E

PROVA A CAMMINARE VELOCEMENTE PER 45 MINUTI E VEDRAI CHE LEI COMPARE.

E’ una cara amica solo che ti viene a trovare dopo che hai camminato e non prima.

Poi entra dentro di te e ti tiene compagnia.

Con lei ti rendi conto che tutto è diverso.

Non ti senti più solo,le cose cominciano a diventare più simpatiche,ti accorgi che chi ti circonda

è simpatico e che anche se devi vivere alla giornata va bene così.

Non finirò mai di ringraziare il cielo per tutto ciò che ci ha dato per farci star bene

basta soltanto rendersene conto

di San Francesco d’Assisi

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Siignore, per sora Luna e le stelle:
il celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infermitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

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improvvisamente

mi sono svegliato.
Fuori nevicava ma dentro faceva ancora più freddo.
Il silenzio che mi circondava era assordante e rumoroso.
I segni dell’incalzante e famelica angoscia mi sovrastavano.
Simulacri,sepolcri imbiancati,farisei,senza fede,corrotti,impostori
ipocriti,incoscienti,viziosi,confusi…………….
Un esercito di senza dimora mi inseguiva e mi chiedeva aiuto.
Tutti i fili che tenevano insieme la pletora delle illusioni si erano
orribilmente sfilacciati e davano l’impressione di cedere da un momento all’altro.
La luce era spenta e così anche quell’isola in fondo all’orizzonte con quel faro
dalla luce fioca fioca non dava più alcun segno di vita.
Annaspavo.
Mi guardavo intorno alla ricerca di un minimo di reattività.
Il nulla.
Il sonno,l’attesa di perdere quei pochi brandelli rimasti sul corpo ormai nudo.
L’elettrocardiogramma non segnava più alcun movimento.
E la forza?
Ma è vero che ero stato io a voler tutto ciò che mi accadeva o invece era vero
il principio che tutto accade e che non ci si può opporre al destino?
E’ vero che esiste un dio buono e misericordioso che ci lascia
decidere il nostro destino oppure è vero che non esiste nulla se non il principio
del “mors tua vita mea”,il principio dell’ “Homo homini lupus”?
Mentre mi aggiravo in questi dilemmi senza risposta,mentre mi chiedevo con
meticolosa caparbia se la mia percezione della realtà fosse giusta,cominciai
a lasciarmi andare nei ricordi.
Mi accorsi che il tempo trascorso era ,solo che lo desiderassi,un tempo presente
e che le mille illusioni che mi avevano spinto ed animato negli anni passati
erano pronte a riemergere con la stessa vivacità.
Intanto,nella casa vicina una vita si andava spegnendo.
La sua morte era lentissima e quasi persecutoria.
In questo caso la morte non aveva colpito con violenza ed improvvisamente
ma si era fatta annunciare con molto anticipo.
Tutti i suoi cari sapevano che doveva morire e gli stavano vicino.
Quando qualcuno telefonava dicevano con voce sommessa che desideravano
che la morte lo prendesse velocemente per non farlo soffrire.
Ma mi chiedevo se fosse veramente così.
La morte ,come tutte le donne,è bizzarra ed imprevedibile.
A volte si presenta inaspettata ed entra senza chiedere permesso,mentre altre
volte si presenta all’uscio e rimane lì a guardare.
La si invita ad entrare ma non c’è niente da fare è lei che deve decidere.
Di norma fa sempre l’inverso di quel che uno si aspetta.
Non ho mai capito perchè ci vestiamo o ci vestivamo di nero.
Anche questa è una delle cose che rimangono enigmatiche e prive di risposta.
Ma che importa.
Intanto quel capello rosso sul cuscino bianco si rannicchiava sempre più su sè stesso.
Forse la tramontana,forse il freddo,forse il silenzio sembrava anche che tremasse un pò.
Ma non era stato sempre così.
Un tempo era allegro e pieno di vitalità.
Il vento del mare lo faceva ondeggiare quà e là.
La luce notturna della luna ne trasformava le tonalità che da opache divenivano lucenti.
Qualche piccolo granellino di sabbia,piccolo,infinitesimale,microscopico si era attaccato.
Da lontano ancora lei si presentava.
Però malgrado non l’attendessi il vederla non mi sorprese affatto.
Il momento che si avvicinava,nello stesso istante si allontanava.
Come un miraggio in un pomeriggio assolato nel deserto.
La sete era ormai divenuta insostenibile e non vi era più bevanda possibile
in grado di soddisfarla.
Ma quando ci si trova nel deserto e si è assetati da morire ed il cervello si ottunde
non si può fare nulla che attendere spossati che sopraggiunga la fine.
Non si può far nulla,non si ha la forza di alzarsi e camminare ma abbandonati e
con la bocca piena di sabbia e gli occhi fuori dalle orbite bisogna solo attendere
che Lei decida di venirti a prendere,
Allora lentamente cominci a sognare,cominci a vedere la luce di lontano e speri
che un serpente esca all’improvviso ti morda e ti inietti il suo veleno mortale.
Così smetti di vivere,smetti di essere schizofrenico,smetti di ansimare,smetti di sognare
sogni impossibili e ti calmi nell’infinita pace.
Ma non sei tu a decidere.

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la percotente

1. La Percotente,

2. cos’è mai la Percotente?

3. E chi potrà farti comprendere cos’è la Percotente?

4. Il Giorno in cui gli uomini saranno come falene disperse,

5. e le montagne come fiocchi di lana cardata,

6. colui le cui bilance saranno pesanti

7. avrà una vita felice;

8. colui che invece avrà bilance leggere,

9. avrà per dimora il Baratro*.

*[«avrà per dimora il Baratro»: lett. «sua madre sarà il Baratro». Nella lingua araba, i termini ‘Umm e Abû (madre e padre) vengono usati anche in senso lato, per indicare l’origine di qualcosa, la sua appartenenza assoluta, ecc. (vedi III, 7 ). In questo caso esprime il concetto che il dannato non avrà altra dimora che «al-Hâwiya» (il baratro, l’abisso).]

10. E chi potrà farti comprendere cos’è?

11. È un Fuoco

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a u g u r i o

1. Di’: «Mi rifugio nel Signore dell’alba nascente,

2. contro il male che ha creato,

3. e contro il male dell’oscurità che si estende

4. e contro il male delle soffianti sui nodi*,

*[Il versetto si riferisce ad una forma di magia nera che veniva praticata nell’Arabia preislamica]

5. e contro il male dell’invidioso quando invidia».

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e di armstrong ?

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è così bello!

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non pensarci più

ALL’AMATA

Se leggi questi versi,
dimentica la mano che li scrisse:
t’amo a tal punto
che non vorrei restar
nei tuoi dolci pensieri,
se il pensare a me
ti facesse soffrire.

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pedro solinas

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

~ Pedro Salinas ~

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rilke

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

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