Thursday, March 29, 2007

VOLONTA’ PENSIERO SENTIMENTO

Queste sono le tre parole che definiscono l’agire magico.

VOLONTA’

Tutto dipende dalla nostra volontà,

Se l’uomo è arrivato dove è arrivato ,nel bene come nel male, è perchè lo ha voluto

Ogni giorno dalla mattina alla sera tutta la nostra vita è fatta di scelte fra alternative diverse,dal privilegiare alcuni percorsi anzichè altri,dal volere alcune cose invece di altre.

Chi pertanto non compie il primo passo ,che è quello della consapevolezza di sè,rimane nel limbo dell’infanzia attribuendo agli altri tanto  le colpe dei propri errori quanto i meriti delle proprie scelte.

PENSIERO

In coerenza con quanto detto circa la volontà discende in maniera conseguenziale che

IL PENSIERO GENERA LA REALTA’

Se infatti io penso a qualcosa il mio fare successivo si orienta per raggiungere l’obiettivo che mi sono prefissato e vado di conseguenza a compiere una serie di azioni che poi frasformano la realtà.

Anche il non fare paradossalmente trasforma la realtà.

Poichè la realtà è un continuo divenire, è chiaro che ,il non fare comporta lasciare che avvenga ciò che normalmente sarebbe avvenuto e quindi anche il non fare è un fare.

SENTIMENTO

Nella parola sentimento si racchiude una serie complessa di significati.

Ogni sentimento è frutto di istinti e del bagaglio culturale che ciascuno di noi ha.

Questo bagaglio culturale è frutto di usi,costumi,tradizioni,modi di pensare diversi.

Questo bagaglio culturale forma davvero la propria soggettività e si relaziona con la volontà e con il pensiero.

 

Quello di sotto è un simbolo della volontà:

La ceralacca che va sciolta rappresenta la vita che scorre

Il sigillo che si appone sulla ceralacca che scorre è la nostra volontà

 

       

 

Il disegno che segue è il frutto di un pensiero

                                                                                                    

ed infine il disegno che segue per il Sentimento

 

 

Posted by irma03 at 05:43:16 | Permalink | Comments (1) »

Monday, March 26, 2007

LE SETTE CHIAVI DELLA GRANDE PORTA

Sette son le chiavi della grande porta

essendo otto in una ed una in otto

Per  prima cosa sia immobile il tuo corpo,

avvolto nel sudario della volontà,

rigido come cadavere;così potrai abortire

i bimbi nevrotici che solleticano il pensiero

Poi regola il tuo ritmo del respiro:

sia basso,agevole,regolare e lento;

così che l’esser tuo sia in sintonia

con il sonno del grande mare pacifico.

Sia calma e pura la tua vita,

ondeggi dolcemente come una palma in assenza di vento.

   

La volontà di vivere sia legata

all’unico grande amore del profondo

Lascia che il tuo pensiero,divinamente libero dai sensi,

osservi la sua entità.

Sorveglia ogni pensiero che scaturisce:

accresci ora per ora la tua vigilanza

Intensa ed acuta volta all’interno

non si lasci sfuggire un solo atomo di analisi.

Su di un  solo pensiero ben fissato

arresta ogni bisbiglio del vento.

Come una fiamma eretta ed immota,

brucia l’essere tuo in una parola!

Acquista poi quell’estasi,prolunga

la tua meditazione salda e forte,

uccidendo anche Dio,s’egli distrae

la tua attenzione dall’atto prescelto!

                                                                                      

Infine ,soverchiate tutte queste cose

e’tempo che fiorisca il fiore di mezzanotte

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L’unità è compiuta

frena l’espressione e

lancia lo sguardo alla radice sicura dell’estasi

dimenticando tutto.

Penetra fino alcuore e qui Ti lascio.

Tutto il resto è …………………..

 

 

Posted by irma03 at 18:55:02 | Permalink | Comments (1) »

LA TIGRE

Un saggio viveva in una grotta ed un giorno,un topo,ferito ad una zampa,

andò a trovarlo,lamentandosi di quanto fosse difficile vivere la  condizione

di animale piccolo ed indifeso.

“Cosa vorresti essere?”

gli chiese il saggio.

“Un gatto,si,vorrei essere un gatto!”

“quando uscirai da questa grotta,il  tuo desiderio diventerà realtà”.

Così accadde.

Dopo qualche tempo,il gatto ferito ad una zampa,tornò dal saggio

lamentandosi ancora per la sua condizione e chiedendo,questa volta,

di essere trasformato in cane.

“Sarai accontentato”disse il saggio,ed ancora una volta,così accadde.

Dopo appena pochi giorni,il saggio vide arrivare alla grotta,il cane,ferito

e sanguinante che zoppicando,imprecava contro Dio per la sua misera

condizione di animale indifeso.

“Cosa vuoi essere questa volta? Pensa bene prima di rispondermi perchè

questa sarà per te l’ultima occasione di scelta,non ne avrai altre!”

Il cane,leccandosi le ferite,pensò a lungo,poi,rivolto al  saggio disse:

“Ho deciso,voglio essere una tigre”

“Sia come tu desideri”.

Così  avvenne ancora una volta.

Era trascorso più di un anno quando il saggio vide la tigre avvicinarsi ,

era fiera,austera ed in ottima salute.

Appena giunta all’ingresso della grotta,il saggio,guardandola negli occhi,

disse”Io conosco la ragione che ti ha spinta a venire ancora una volta

da me”

In quello stesso istante,la tigre si trasformò in topo.

 

La  domanda è la seguente:

“Per quale motivo la tigre era tornata dal saggio?”

Se vi spinge un minimo di curiosità,mandate pure le vostre risposte.

ABBA

 

 

Posted by irma03 at 11:23:18 | Permalink | Comments (1) »

Friday, March 23, 2007

Impressioni

Tu

 che stai per raggiungere l’illuminazione,

inizierai a sentire una grande repulsione verso la vita che stai vivendo,

respingendo gradatamente l’inquinamento che gli istinti della negatività ti avevano trasmesso,

offuscando la bellezza delle rivelazioni sapienziali di cuiti stai nutrendo,

per far crescere quella persona nuova della quale già possiedi la luminosità.

Ermete

Posted by irma03 at 18:01:33 | Permalink | No Comments »

Impressioni

                                          
Posted by irma03 at 17:18:07 | Permalink | No Comments »

Impressioni

Una volta tanto e tanto tempo  fa una bellissima fata incontrò nei suoi giri per la foresta un mago vecchio e stanco.

Il mago quando la vide non credette ai suoi occhi tanto essa era bella e se ne invaghì perdutamente.

Non riusciva più a studiare , a ricercare formule speciali,a fare i suoi rituali magici e capì che era egli stesso caduto in un incantesimo.

Provò con tutta la sua esperienza e le sue conoscenze ad uscire dall’incantesimo ma più si studiava e cercava di superare quel momento così speciale ,non vi riusciva.

Il suo pensiero era rivolto da mattina a sera verso la magnifica fata,i suoi sogni sognavano lei,le immagini che gli si formavano in testa erano le immagini della bella fata.

Aveva sempre davanti a sè quegli occhi e quel sorriso e non riusciva a distaccarsene.

Ma la fata era una di quelle fate molto ma molto buone.

Aveva sorrisi per tutti ed amava tutte le persone .

Attorno a lei si era formato un gruppo di che non faceva altro che attorniarla e circondarla.

Il mago capiva questo villaggio che la fata aveva intorno e fu preso da un dolore lancinante.

Non poteva accettare di essere un ulteriore pensiero per la  fata già così tanto presa.

Alora  decise che si sarebbe nuovamente dedicato in totale solitudine ai suoi studi .

Chiese scusa alla fata per aver osato di pensare che poteva anche lui far parte del gruppo senza rendersi conto che spesso una sola goccia fa traboccare il vaso.

Ormai aveva l’immagine ed il sogno si era concretizzato e l’unico suo desiderio era quello di vedere la fata un pochino più leggera.

Ben sapeva ,il mago,come era bello per la fata correre libera e spensierata per la natura,

ben sapeva quanto le potesse piacere immergersi nell’acqua del mare e stare stesa all’ombra della luna

a rimirare le stelle.

Ma era impotente vittima egli stesso di un incantesimo potente.

Provò pure a prendere qualche goccia di preparato creato precedentemente dalla fata che gliene aveva fatto dono.

Subito dopo crollò in un sonno assai profondo e sognò di volare e dormì di seguito per tre giorni e tre notti.

Ma al risveglio il pensiero della sua fata, sempre di corsa per cercare di rendere tutti felici, lo assalì nuovamente.

Sapeva che non poteva far nulla se non di continuare ad amarla perdutamente sino a che quell’amore non si fosse trasformato in energia primordiale tale da darle la forza per andare avanti.

Anche se vecchio e stanco sapeva che la forza dell’amore non aveva limiti

       

 

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Thursday, March 22, 2007

Impressioni

Posted by irma03 at 16:46:40 | Permalink | Comments (1) »

SUL CAMBIAMENTO CON GREGORY BATESON

“Siamo talmente avvezzi all’universo in cui viviamo e ai nostri poveri metodi di riflessione su di esso,che non ci accorgiamo quanto siano simili fra loro alcuni fenomeni che noi osserviamo.

La metafora,il sogno,la parabola,l’allegoria,tutta l’arte,tutta la scienza,tutta la religione,sono esempi di “abduzione” entro la sfera mentale dell’uomo.

Induzione,deduzione,abduzione sono perciò metodi per acquisire nuova conoscenza.

In effetti per l’abduzione le idee sulla natura sono sostenute dal sistema sociale ma per converso tutt il sistema sociale è sostenuto dalle idee sulla natura.

Pertanto IL CAMBIAMENTO è cosa davvero difficile.

Così sono intricate tra di loro le cose e le idee delle cose.

Perchè avvenga un vero cambiamento,la cosa nuova deve possedere un doppio requisito:

Deve soddisfare le esigenze interne  di coerenza dell’organismo che desidera il cambiamento,

Deve soddisfare i requisiti esterni dell’ambiente.

Diceva perciò Fitzgerald:

Into this universe,and why not knowing nor whence,like Water willy-nilly flowing:

And out of it,as Wind along the Waste,

I know not wither,willy.nilly blowing

ovvero

“Entrare in questo universo,e non sapere perchè,

come acqua che volere o no fluisce;

e uscirne come vento nel deserto,

che volere o no soffia,non so dove”.

Questo è ildiscorso sulcambiamento e sulla volontà di cambiare.

Non è sufficiente pensare di voler cambiare per potercambiare in quanto il nostro cambiamentocoincide con il

cambiamento degli altri ed in particolare con il cambiamento del sistema.

Il che rende assolutamente rigido il tutto.

Il cambiamento pertanto non è il frutto di un processo conscio bensì laconclusione inconsapevole di un processo dell’inconscio.

Il fenomeno che induce il cambiamento avviene sempreall’improvviso ed inaspettatamente.

Ci coglie quasi sempre di sorpresa ed impreparati.

Allora bisogna pensare che quanto più le cose si vogliono tenere ferme tanto più esse si muovono con vita pressochè autonoma da chi le vuol tenere ferme.

Mai come dopo queste riflessioni torna di sostegno la Tavola di Smeraldo in cui si afferma che tutto ciò che c’è sopra c’èsotto e viceversa.

Per cui ilvero obiettivonon è quello di non cambiare ma di raggiungere la consapevolezza nella nostra vita qualunque cosa accada, sia che lo vogliamo sia che non lo vogliamo ,comporterà sempre effetti negativi  ma anche effetti positivi.

Ermete

Posted by irma03 at 16:31:27 | Permalink | Comments (1) »

Tuesday, March 20, 2007

VOLANDO DI QUA’ E DI LA’

Un ottimista è quello che vede solo la rosa ,un pessimista è quello che vede sole le spine.

Se non sei una stella non è detto che debba essere una nuvola.

Una sola cosa è peggiore della solitudine:desiderare di essere soli.

L’anima che sogna comprende l’anima che soffre.

Se vuoi tracciare il tuo solco dritto,attacca il tuo aratro ad una stella.

Soltanto chi è sicuro di sè,può essere modesto.

Se sai vivere non avrai paura di morire.

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.

La fiducia è contagiosa lo stesso la sfiducia.

Morire è una delle poche cose che si possono fare facilmente stando sdraiati.

La noia è uno dei mali meno gravi che abbiamo da sopportare.

Tutta la tenerezza del mondo può essere racchiusa in un amore tra due persone.

E’ nelcuore che bisogna avere un amico.

Posted by irma03 at 18:01:57 | Permalink | Comments (1) »

Sunday, March 18, 2007

SEMPRE A RIFLETTERE

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo gli unici animali che non sono in grado di reggere il peso di sè stessi.

Su questa realtà bisogna perciò riflettere.

Tanto per cominciare osserviamo che qualunque di noi non sia banalmente simile

agli altri ma abbia una qualche peculiarità che lo rende interessante in quello

stesso momento viene a sentirsi “non normale”.

Quindi per essere considerati normali bisogna essere banali ovvero non interessanti in alcun modo.

C’è chi decide di sterminare un popolo ma lo si chiama “capo di stato” c’è chi invece guarda

trasognato la luna nel cielo e pensa di vivere su una nuvola e lo si definisce “non normale”.

Quindi definire normalità e non normalità è cosa assai ardua e difficile.

Leonardo,Michelangelo,Giordano Bruno, Tommaso Campanella,Modigliani,Gesù Cristo e tanti

altri ancora sono stati considerati nella storia “non normali”.

Chi per trenta/quaranta anni va sempre nello stesso posto a lavorare prendendo magari sempre

lo stesso mezzo di trasporto e dopo che ha vissuto un giorno è come se avesse vissuto una vita,

è definito normale.

Chi trscorre una vita intera a cercare il proprio percorso di individuazione e muore sempre alla

ricerca del senso della vita,è definito “non normale” ” non stabile”.

Allora potremmo cominciare a pensare che quella che viene definita normalità non sia altro che

una bella corazza caratteriale che ci mettiamo per non vivere la nostra vita ma per essere dalla

stessa vissuti e posseduti.

Queste poche affermazioni introduttive ci portano immediatamente alla conclusione che il discorso

è molto più complesso di quanto già non sembri e che perciò merita approfondimento.

Ci sono persone che consumano l’intera esistenza in prigioni senza sbarre e senza recinti ma piene

di obblighi morali,riti,abitudini,identificazioni che sono di gran lunga più orribili di prigioni fatte di

sbarre e di recinti perchè incidono direttamente sulla psiche e non sul corpo.

Queste persone vengono definite “normali” e conducono una vita che al confronto con quella di una pianta non è

per nulla differente.

Dice il fisico contemporaneo Peter Atkins:

Siamo tutti figli del caos e la struttura profonda del cambiamento è il decadimento.

Al fondo,esistono solo la corruzione e l’incontenibile marea del caos.Non c’è traccia di uno scopo:

a mancare è una direzione di marcia,

Questa è la desolazione che dobbiamo accettare quando penetriamo a fondo ed in maniera

spassionata nell’universo.

Dawkins invece dice di non disperarci se nell’universo non troviamo scopo

“Questa lodevole crudezza mentale nel ridimensionare la sentimentalità cosmica non deve essere

confusa con la perdita della speranza sul piano personale.E’ presumibile che non vi sia davvero

alcuno scopo nel destino ultimo del cosmo ma forse che qualcuno di noi ha mai fatto dipendere le

proprie speranze dal destino ultimo del cosmo?

Da queste altre considerazioni si vede perciò quanto l’essere persone normali significhi andare contro

le leggi dell’universo e quindi che forza immane occorre per essere normali:

Forza talmente grande che finisce con l’essere caratteristica della non normalità.

Quindi neppure questa è la via di uscita.

Dice EDER(psicoanalista inglese):

“Nasciamo non normali,

sviluppiamo una coscienza e diventiamo infelici;

dopo di che moriamo”.

……………… continua

                                                                                                         

 

 

 

Posted by irma03 at 17:35:34 | Permalink | Comments (1) »