la creatività è la rappresentazione della realtà con la fantasia che si effettua in maniera simbolica:
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Dietro il processo creativo c’è l’immaginazione e dopo la creazione c’è ancora l’immaginazione.
Qualunque manifestazione ” artistica” è preceduta da un pensiero ovvero meglio da un’immagine e provoca successivamente pensieri ed immagini.
Il pensare è appunto la capacità di rimandare l’azione usando la consapevolezza per riesaminare la situazione e raffigurare soluzioni alternative prima di arrivare ad una conclusione sul cosa fare.
Si arriva ad immaginare le conseguenze affettive che le azioni possono avere su sè stessi e sugli altri:soloallora nel processo può nascere affetto.
Così l’affetto non viene più mobilitato dagli stimoli esterni,i segnali che hanno origine nella propria corteccia cerebrale possono arrivare a stimolare il sistema limbico subcorticale.
Da questo momento in poi abbiamo la capacità di generare affetto e di collegarlo all’azione fantastica ed abbiamo la possibilità di riflettere sul nostro comportamento.
Così di passaggio in passaggio il fare anima per gli altri diviene il fare anima per sè stessi.
Ma, fare anima, è sempre FARE ovvero agire e non restare passivi. Solo così si avvia la spirale virtuosa indispensabile alla crescita propria e di chi ci sta vicino.
Gli animali invece non avendo capacità di attamento si comportano come automi.
Ad esempio le rane sono programmate per prendere le mosche in volo e, drammaticamente, potrebbero trovarsi su un tappeto di mosche morte e morire comunque di fame.
Il sistema del sè è invece la struttura intesa a mediare tra le pulsioni istintuali e le richieste di opprtunità offerte dall’ambiente.
Il cervello così procede nella costruzione del suo mondo simbolico e poi provvede a mediarlo con il mondo esteno.
La capacità di interpretare la realtà in funzione simbolica rende perciò possibile la creatività e potenzialmente libera in larga misura dalla duplica tirannia dell’istinto e dell’ambiente.
Spesso però, essendo vulnerabili, ci chiudiamo ai nuovi stimoli impedendo che si generino nuove informazioni che ci consentirebbero di crescere.
Quando manca la creatività si perde la libertà di volere e ci si infila nei terribili meccanismi di COAZIONE A RIPETERE e ben sappiamo che la ripetitività conduce alla stasi,al non fare e quindi allo star male.
Ecco allora la particolare attenzione che va dedicata all’apprendimento ovvero all’implementazione delle informazioni, unica modalità per riattivare la voglia di creare ed interrompere la spirale negativa che porta alla stasi.
L’azione creativa porta lentamente verso l’ordine, rimuovendo in maniera vera e propria i meccanismi di difesa, (RITIRO_RIMOZIONE_DINIEGO) che successivamente portano all’angoscia.
L’angoscia è però anche essa utile in quanto richiama l’attenzione della persona sui problemi latenti ai quali non si è ancora data soluzione.
Nel suo aspetto positivo l’angoscia funziona da stimolo a rimettere in moto il tutto ed a far ritornare sul processo creativo,sul fare.
Per fare, bisogna coltivare l’apprendimento ed implementare come detto il mondo delle informazioni che ci aiuta a differenziarci da chi è in preda solo a meccanismi istintuali.
La formazione permanente in qualunque campo si desideri diviene la proteina indispensabile alla sopravvivenza.
Senza informazioni spesso ci si inaridisce rimanendo schiavi appunto come si è detto dei comportamente istintuali.
Perciò riportiamo qui di seguito alcuni pensieri illustri:
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