Ogni tanto Vi penso e Vi ringrazio sentitamente per interessarVi al mio blog.
Ultimamente non sono stato molto presente e non ho potuto prendermi il piacere di comunicare con Voi.
Siamo vicino all’ennesima corsa dei politici per prendere delle posizioni di potere.
Mi chiedo chi dia loro tutta questa forza.
Ho sempre pensato che l’unico reale obiettivo da perseguire è la ricerca dentro di sè ,
l’unica cosa per cui valga la pena vivere sia la scoperta della propria dimensione creativa.
Non riesco perciò a comprendere il perchè di tutto questo sforzo.
Ognuno rimarrà sempre della propria opinione e nessuno potrà mai dire essere
nel campo giusto od in quello sbagliato.
Si vive di sogni,di illusioni,fantasie ed i politici assieme ai filosofi ed ai religiosi
le hanno sempre alimentate.
Quelli più bravi di tutti sono i religiosi perchè vendono la fantasia della vita dopo la morte.
Quando mi fermo a pensare quanti sulla terra, dagli aborigeni alle popolazioni più tecnologicamente
avanzate , coltivano la speranza dell’aldilà,’ mi rendo conto di quanto la paura sia la vera padrona del mondo.
Tutti coloro i quali seminano paura sono realmente potenti.
Avete mai visto un medico ,che minimizzi la malattia, aver fortuna?
Avete mai visto l’improntitudine dei nostri politici che dopo i disastri
procurati all’Italia hanno deciso di laciare spazio a chi non si è mai cimentato?.
E noi che ,ancora più colpevoli ,continuiamo a dar loro fiducia ascoltandoli e facendoci ipnotizzare.
Se in questo momento mi permettesi di dare delle indicazioni di voto , rinnegherei tutto
ciò che ho scritto e che penso.
Ancora una volta tutti sceglieranno di votare secondo il loro sistema di riferimento.
Una cosa è certa:tutto ciò che c’è sopra c’è sotto.
Quindi qualunque cosa avverrà porterà con sè vantaggi e svantaggi.
Quindi come direbbe Mike Bongiorno: ” ALLEGRIA”
Mi va di mandarvi questa poesia:
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare»
(Giacomo Leopardi
Alla prossima
Ermete
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