“Il mio cuore avrebbe la forma di una scarpa
se ogni villaggio avesse una sirena.
Ma la notte è interminabile quando si poggia sui malati
e certe navi cercano gli sguardi per poter affondare tranquille.
Se il vento soffia blandamente
il mio cuore ha la forma di una bambina.
Se il vento si rifiuta di uscire dai canneti
il mio cuore ha la forma di un millenario sterco di toro.
Vogare,vogare,vogare,vogare,
verso il battaglione di punte diseguali,
verso un paesaggio di agguati polverizzati.
Notte identica della neve,dei sistemi sospesi.
E la luna.
La luna!
Ma non la luna .
La volpe delle taverne.
Il gallo giapponese che si è mangiato gli occhi.
Le erbe masticate”.
Garcia Lorca
gangling
30 April 2009at6:37 am
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